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venerdì 8 novembre 2013


Dal “Laboratorio Manuale” al progetto “Ricordi di gusto”






In tre anni di laboratorio manuale ci siamo rese conto di quante potenzialità hanno i nostri ospiti.
Non solo lavorano fianco a fianco per realizzare i progetti che noi suggeriamo loro, ma con il passare del tempo hanno acquistato sicurezza: sono diventati propositivi, hanno via via dato il loro fattivo contributo suggerendo idee e dando consigli utili ed efficaci.
Ciò a dimostrazione che il “saper fare” non si dimentica facilmente e così antichi gesti riemergono come per incanto dai labirinti della memoria. Abbiamo allora capito che potevamo attingere dai ricordi dei nostri ospiti per creare un libro che parlasse di loro e dei loro vissuti proprio partendo dal saper fare quotidiano, da una gestualità reiterata e dunque familiare legata ai cibi e alla preparazione dei pasti. Dunque, rievocare ricette, raccontare di pasti ordinari e festivi, attraverso un intreccio narrativo che mescola storie personali e famigliari ed eventi di portata più ampia, sociali, storici. Le narrazioni intorno all’esecuzione di un piatto, anche senza sapere con precisione le quantità degli ingredienti impiegati, hanno rappresentato il “pretesto” per far emergere, anche se in maniera frammentaria, le situazioni in cui veniva preparato. I saperi e la manualità culinaria che sono emersi dai racconti hanno consentito di ricomporre le tessere di un mosaico variegato fatto di colori, odori, sapori, fragranze. In definitiva una cucina della memoria attraverso la memoria della cucina.

maria grazia e laura
Dopo due anni di assenza si ricomincia da qui ...




domenica 9 ottobre 2011

DARE VOCE ALLA MEMORIA. GLI ULTIMI DIPINTI DI WILLEM DE KOONING

Asheville 1948
Negli anni estremi un nuovo elemento si accende tra gli squisiti percorsi di de Kooning: la luce (Calvesi)

Nasce a Rotterdarm il 24 aprile del 1904, nel 1916 lascia la scuola e comincia a lavorare presso il laboratorio di arti Jan e Jaap Gidding . Dal 1917 al 1921 frequenta i corsi serali di belle arti all'Accademia di belle arti e tecniche artistiche di Rotterdam. Nel 1926 sbarca illegalmente negli Stati Uniti, in Virginia e lavora come imbianchino, nel 1926 si trasferisce a New York .  Le sue primissime opere sono di matrice realista ma il suo linguaggio artistico matura nell'ambito delle'espressionismo astratto divenendone uno dei più significativi rappresentanti. Nel 1948 tenne la sua prima esposizione di opere astratte in bianco e nero, affermandosi come espressionista astratt, la sua pittura caratterizzata da pennellate vigorose e ben visibili diede luogo all'espressione action painting. Tra le opere più significative di questo periodo vanno ricordate Asheville ed Excavation. Nel 1953 espone sei quadri intitolati  Donne, figure primordiali dai colori aspri e corposi l'unione tra pittura figurativa e arte astratta. Successivamente la ricerca dell'artista si indirizza verso immagini che evocano forme di paesaggio usando entrambi gli stili astratto e figurativo , spesso fondendoli.Realizzò anche numerose litografie e sculture in bronzo.



Gli ultimi dipinti di William de Kooning


Nel 1989 De Konning si ammala di Alzheimer
Gli ultimi dipinti di Willem de Kooning sprizzano felicità. Sono le opere di un maestro che ha scelto consapevolmente, all'eta di 77 anni di cambiare strada, di cercare nuove soluzioni, dimenticando il rigore delle strutture giovanili per dipindere in modo esuberante e gioioso. Agli inizi degli anni ottanta, de Kooning era soddisfatto di quel che aveva fatto e aveva raggiunto uno stadio di perfetta libertà e serenità nelle vita e nel lavoro, che si manifestava in una visione di intensa chiarezza.
I dipinti successivi proseguono, attraverso diverse fasi, in questa direzione, fino a raggiungerre la ricchezza di colore e il selvaggio abbandono dei quadri del 1987-1988.
Questo modo di dipingere accompagnerà de Kooning nei suoi ultimi anni, fino a quando non cesserà di farlo nel 1990 sette anni prima di morire. Gli ultimi dipinti - non solo un nuovo stile ma nuove invenzioni - sono liberi, consapevoli, musicali e animati da una vibrante vitalità. Dal 1986 in poi si assiste a un'esplosione del colore. De Kooning annunciò di essere tornato un uso completo della sua tavolozza . Aveva la capacità , l'energia e la volontà di andare oltre. I quadri di questo periodo uniscono emozioni sfrenate a una grande chiarezza. Sono liberi e ispirati, come lo sono in genere le opere dipinte con grande rapidità. Sembrano pieni di luce ed emergono direttamente dall'interiorità di de Kooning, da qualche ricordo profondo e fondamentale , mentre la sua anima si proietta sulla tela con convinzione e a volte perfino con una certa enfasi. Uno scavo approfondito nella memoria deve essere all'origine della produzione di immagini come la figura blu e lavanda di un'opera senza titolo del 1988, che ha un'aria troppo personale per non essere una forma di autoritratto. La moralità dell'arte rimane nello spirito che essa lascia dietro di sè e lo spirito è quello che resta nella memoria. Gli ultimi dipinti di de Kooning modificheranno il suo ricordo
 
  
  



mercoledì 6 luglio 2011

NON SOLO PITTORI FAMOSI V PARTE

ELISABETTA SIRANI
Figlia di Giovanni Andrea , pittore allievo di Guido Reni, visse a metà del 1600. Dipingeva soprattutto temi sacri (tra cui madonne) nonchè ritratti di eroine.
La sua tecnica era inconsueta per il tempo: realizzava i soggetti con schizzi veloci, quindi li perfezionava successivamente con l'acquarello.
 Lei fu un caso straordinario di precosità artistica, a 17 anni era già considerata un maestro, in grado di gestire una scuola d'arte  per fanciulle, in cui insegnava le più raffinate tecniche della pittura.
Nella sua breve esistenza produrra più di 200 dipinti e venne apprezzata in tutte le corte europee per la raffinatezza e l'intensità espressiva dei suoi quadri,
Morì giovanissima nel 1665 a soli 27 anni a causa di un'ulcera perforata, si sospetterà di un avvelenamento da parte di una sua cameriera invidiosa, ma l'autopsia rilevò come le cause della sua morte fossero del tutto naturali e inaspettate.Fu sepolta, accanto a Guido Reni, nella cappella del Rosario nella Basilica di San Domenico in Bologna. Carlo Cesare Malvasia realizzò una sua biografia ne La felsina  pittrice.
Le è stato dedicato un cratere di 28 km di diametro sul pianeta Venere.


domenica 26 giugno 2011

mr magorium .

L'importanza della fantasia.

In questo film si parla di quanto è importante la fantasia , il saper vivere con leggerezza, di congedarsi quando è il momento ,  essere contenti per ciò che la vita ti ha dato e come la hai vissuta, di come è importante ciò che lasci e soprattutto a chi, sperando che  riesca a farne buon uso e a tramandare i propri saperi.
E' così che si crea la storia.
Ve ne consiglio la visone è delizioso.

Quanto sono fragli gli anziani nel nostro paese?

Non essere più ascoltati: questa è la cosa terribile quando si diventa vecchi.
Albert Camus, Il rovescio e il diritto, 1937

Ogni giorno, per il lavoro che svolgo, ho contatti con persone anziane e affette da l'alzheimer, ma paradossalmente questo è solo uno dei problemi che li affligono. La malattia più grave è la solitudine, molti di loro, nonostante abbiano figli e parenti sono completamente soli  e quindi in balia degli eventi.
La solitudine non è un disvalore se una persona è sana, autosufficiente e soprattutto se è una scelta personale, diventa un dramma quando un anziano ha bisogno di cure, di attenzione di semplice compagnia e di aiuto. Ormai questa malattia per molti di loro è accompagnata dalla parola abbandono,
so quanto è difficile avere a che fare con persone affette da alzheimer, ma ciò non giustifica il lasciar solo un anziano alla mercè di qualcuno o degli accadimenti.Vorrei citare per dovere di informazioni  due casi a me capitati che mi hanno lascita alquanto attonita. 
Il primo è di una donna , che ha anche disturbi psichiatrici, che vive si accanto alla figlia, ma in un appartamento completamtente sola, ormai ossessionata dall'essere abbandonata. Nessuno si cura di lei, se non che per le cose basiliari, può uscire e vagare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Spesso viene con lividi e graffi perchè è caduta . Pone in continuazione domande per avere delle certezze del tipo : "a che ora si mangia" "cosa facciamo ora" "ma mia figlia viene a prendermi" ecc. Ha lo sguardo perso, forse prende anche una terapia non adeguata..., e il volto contratto in una smorfia di continua angoscia. Era una donna bella (ancora si vede) intelligente e acculturata e ora vedi solo una donna sciatta, magrissima e sola.
Il secondo caso è accaduto questa settimana a una nostra ospite è stata addormentata da una sconosciuta e derubata dei suoi soldi. (non faccio commenti su queste persone senza scrupoli, l'uniche cose che mi vengono da dire sono epiteti irripetibili) Questa signora chiaramente ha l'alzheimer, vive sola, un pessimo rapporto con la figlia che le lascia il necessario per vivere ma è totalmente assente sia affetivamente che realmente. Infatti, quando il fatto  è accaduto, la figlia  si trovava in vacanza dove è rimasta tutt'ora senza nessuna intenzione di ritornare in città . La cosa che più mi disturba,oltre al pericolo chela signora  ha corso con l'assunzione di tranquillanti così forti,  è che  so quanto questa signora sia s angosciata, amareggiata da questa vicenda , ma so soprattutto della sua paura che la figlia dopo questa vicenda la possa mettere in un istituto. Con persone estranee, lontanta dalle sue abitudini e dalla persone che conosce.
E questi sono solo due esempi di anziani soli e senza cure.
Al di là del giudizio morale e delle proprie opinioni, ognuno di noi ha una coscienza e storia personale, quindi non voglio entrare nel merito dei rapporti familiari, la cosa invece che mi lascia interdetta è la totale mancanza di supporto e considerazione da parte dello Stato. Di leggi ce ne sono tante tra cui un progetto  per la carta dei diritti delle persone anziane : vi posto il link  per chi volesse approfondire : www.sanita.sm/on-line/Home/.../Progetti/documento2000379.html . Ma nella realtà dei fatti non c'è quasi nulla. Roma ci sono 1.200 persone che hanno più di 100 anni, circa 270 mila con più di 75 anni, e più di mezzo milione con più di 65 anni. Gli anziani hanno bisogno di vivere in una città che dia loro da possibilità di invecchiare con dignità e serenità, di servizi, di essere autonomi , di avere degli interessi e di avere degli strumenti per difendersi sia dagli sconosciuti ma anche da chi pensano di conoscere,  farsi aiutare a decidere da persone imparziali che curino realmente i loro interessi. So che parlo di fantascienza ma forse visto che presto gli anziani saranno moltissimi o ci prendiamo cura di loro o?????