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mercoledì 30 marzo 2011

CENTRO ANZIANI ? NO CENTRO ALZHEIMER

Vi posto, un articolo che ho scritto sul nostro centro Alzheimer ,sul lavoro che vi si svolge ( io e la mia collega Laura  gestiamo il laboratorio artistico-manuale chiamato da noi laboratorio creativo ricreativo) buona lettura. Spero anche sia utile per chi è in cerca di informazioni


CENTRO ANZIANI ? NO CENTRO ALZHEIMER 

Mi è impossibile dirvi la mia età: cambia tutti i giorni.
Alphonse Allais

Spesso si tende a confondere i Centri Alzheimer con i Centri anziani: le due realtà sociali sono accomunate fondamentalmente dal fatto che sono entrambi luoghi dove è possibile socializzare e partecipare attivamente alla vita della comunità.
Sovente si pensa che i Centri Alzheimer siano luoghi di “svago” e di “custodia” per anziani, utili per alleggerire i famigliari che quotidianamente devono farsi carico delle difficoltà legate alla malattia.
Ora cercherò di spiegare in maniera semplice in che cosa consiste e quali sono le finalità del lavoro che viene svolto in un Centro Alzheimer:
I centri diurni Alzheimer, avvalendosi del lavoro di personale specializzato, ha il compito di aiutare le persone affette da questa patologia a conservare il più a lungo possibile le proprie capacità cognitive, manuali e sensoriali. Arginare dunque questa insidiosa patologia che con il tempo non solo porta via i ricordi ma fa dimenticare anche i gesti più elementari che si compiono durante la giornata: mangiare, cucinare, leggere, ecc…
Nello specifico, al Centro diurno“Tre fontane”, il centro dove noi operiamo, cerchiamo di aiutare gli utenti a contrastare (nei limiti del possibile) questa malattia con le seguenti attività:

Fisioterapia; musicoterapia; laboratorio biografico; laboratorio manuale; laboratorio teatrale; attività varie (giornale, giochi per attività cognitive , parole crociate ecc.)

Gli esercizi che la fisioterapista fa svolgere agli ospiti del Centro Alzheimer non solo servono per mantenere e combattere la rigidità dei muscoli e i vari problemi di artrosi , artrite e circolazione che possono insorgere con l’età avanzata, ma sono esercizi mirati a tenere in funzione le capacità motorie e di coordinazione degli arti, esercizi che vengono scanditi e intervallati da interruzioni dove si pongono domande adeguate per testare la capacità cognitiva degli utenti e stimolarne la memoria.

Gli approcci musicoterapici sono volti ad integrare funzioni cognitive, affettive, fisiche ed interpersonali, utilizzando tecniche attive e ricettive. Durante le sedute i pazienti cantano canzoni popolari, ascoltano musica, danzano sia liberamente sia coordinati dalla musico-terapeuta. Usano alcuni strumenti musicali (bacchette, triangolo, xilofono, tamburello ecc.), materiali di vario tipo (palle, fazzoletti colorati ecc.) ed eseguono tecniche di rilassamento.
Questi esercizi riattivano la memoria musicale ed emozionale, aiutano nella concentrazione, contengono l’aggressività e l’agitazione (in alcuni casi è l’unico laboratorio dove riescono a partecipare attivamente) .
Per quanto riguarda il laboratorio biografico, l’operatore, armato di molta pazienza e impegno, attraverso domande mirate, aiuta l’utente a ricordare e raccontare episodi della sua vita e del suo passato: lavoro, infanzia, matrimonio ecc. Tutto ciò, oltre a stimolare la memoria e il linguaggio e quindi a non far deteriorare le capacità cognitive, fa si che non vadano perduti stralci di vita importanti e che non cada l’oblio su tutto il passato personale di ognuno.
Il laboratorio manuale: gli operatori utilizzando vari tipi di materiale artistico (colori, vernici, pennelli, carta ecc.) e materiale riciclato (bottiglie, giornali, avanzi di lana, stoffa ecc.) coinvolgono un gruppo di utenti (6/8) in attività artistiche finalizzate alla creazione di oggetti, un insieme di operazioni importanti dirette al mantenimento delle capacità prassiche e relazionali. Per rendere maggiormente attraente per gli utenti il laboratorio artistico è molto importante il clima di armonia e di collaborazione che gli operatori riescono a creare. In alcuni casi (quando le capacità individuali sono più compromesse), le attività sono finalizzate esclusivamente ad allentare la tensione, far rilassare l’utente consentendogli di esprimersi in maniera non verbale.

Il laboratorio teatrale. In questo laboratorio è fondamentale il lavoro sulla concentrazione che gli operatori fanno insieme all’utente. Il deterioramento cognitivo è uno dei primi sintomi di questa malattia con la conseguente mancanza della memoria e della perdita delle competenze verbali e di attribuzione di significato. Gli operatori attraverso esercizi vocali e adoperando testi adattati alla caratteristiche di ognuno, fanno uso di tecniche specifiche per aiutare gli utenti a interpretare i testi, ad esprimere attraverso il linguaggio le loro emozioni, dando un rinforzo positivo alle loro interpretazioni gratificandoli con l’elogio e l’applauso. Di grande importanza è anche il momento di condivisione tra le persone coinvolte, le quali hanno la possibilità di esprimere come attori e spettatori nello stesso tempo, suggerimenti e critiche.
In tutte le attività di laboratorio, gli ospiti del Centro hanno la possibilità ad esprimere la propria creatività, di socializzare e conseguentemente di controllare l’aggressività e gli stati ansiosi-depressivi. I laboratori distolgono negli utenti l’attenzione dai disturbi somatici e dalla preoccupazione verso le loro condizioni di salute. Inoltre sperimentano un rafforzamento dell’autostima e il senso del proprio sé fortemente compromesso dalla malattia, anche attraverso le feste che periodicamente vengono organizzate dal Centro, durante le quali possono mostrare ai propri familiari il lavoro che hanno svolto e il percorso fatto.



Indovina come finisce...


...E' la domanda che mi ronza sempre nella testa quando sto per vedere un film horror o thriller. Appassionata del genere da quando ho memoria, mi accingo a vedere ogni nuovo film con la curiosità dei bambini. Mi metto seduta, Fanta in mano, copertina sulle gambe (al cinema mi metto appollaiata dentro la poltrona!), e comincio ad entrare nella testa dello sceneggiatore. Nella mia carriera di "cinefila" solamente per tre film mi sono alzata in piedi ad applaudire di cuore la mente che aveva partorito quelle storie: "The Others", "The sixth sense", "Saw" (il primo, mi raccomando!). Altre volte non ho avuto questo entusiasmo ma sono rimasta comunque soddisfatta; ultimamente, purtroppo, la frase che pronuncio al momento della parola Fine è: "l'avevo detto io". E' come un'epidemia: il serial killer di turno o il Male, impersonificato in genere in un bambino, non vengono uccisi, non svaniscono nel nulla. C'è il famigerato colpo di scena!! Chi viene ucciso non è il vero serial killer oppure sembrava morto ma in realtà non lo è, o ancora il Male, lo Spirito maligno, etc. si impossessa di altri corpi dopo aver lasciato quello morto. Me ne vengono in mente alcuni..."Skeleton Key", "Shelter","Splice", "Shutter Island" (prevedibilissimo!)...non ne scrivo altri per non rovinarvi il finale. Questa nuova moda di ribaltare la normale sequenza "morte" - "indagine" - "scoperta"- "cattura" mi va bene per uno, due film al massimo...al terzo inizio a indovinare tutto dal principio, e allora addio ad un finale entusiasmante. Dalle pagine di questo blog promuovo quindi una campagna per gli amanti del thriller/horror: BASTA CON I FINTI COLPI DI SCENA! Il pubblico non è stupido, non lo puoi prendere in giro per più di due film!!! Ormai abbiamo capito che:
  • il morto non è morto
  • il bambino non è poi così buono
  • quello che ha perso la memoria o non dorme in realtà ha una doppia personalità
  • il serial killer potrebbe essere lo stesso investigatore
  • quando il buono ha dato l'ennesima mazzata al cattivo e si gira di spalle, il cattivo sbarra gli occhi e partono i titoli di coda
  • se il buono si guarda allo specchio nove volte su dieci vede riflessi lunghi capelli neri (e basta!!!! Andava bene per "The Ring", ora BASTA!!!)
Sottoscrivete anche voi questo appello affinchè si torni ai cari, vecchi metodi: il buono vince, il cattivo perde! Almeno quando succede il contrario saremo un pò più stupiti di adesso!!!

domenica 27 marzo 2011

NON SOLO PITTORI FAMOSI NELLA STORIA DELL'ARTE

Nell'immaginario collettivo c'è sempre la presenza del pittore uomo con il pennello intento a realizzare un'opera. E le donne artiste? Per molti secoli restano 'invisibili'  fra le mura di casa o di un convento, dedite alle arti cosiddette minori quali il ricamo, la tessitura, la miniatura. Nel Medioevo non possono intraprendere
alcun tipo di apprendistato nelle botteghe d'arte o artigiane; per cui fino al 500 viene repressa e
ignorata ogni loro aspirazione artistica.
Vorrei iniziare questa mia storia dell'arte al femminile  con una delle prime pittrici che riuscì ad essere conosciuta all'estero. Vissuta nella metà del 50: Marietta Robusti,  figlia di un pittore famoso il Tintoretto, talmente brava che spesso la sua mano era confondibile con quella paterna.  Era una talentuosa ritrattista divenne così famosa che fu richiesta sia alla corte di Spagna che in quella d'Austria. Purtroppo del suo lavoro non è rimasto molto, confuso con quello del padre, ed anche perchè morì a soli 30 anni. Per cui le opere certe di Marietta detta anche la Tintoretta   non sono molte uno dei più famosi è  il Ritratto di uomo anziano con ragazzo, scoperto nel 1920 . A presto con la pittura al femminile

Piccoli dubbi tra amici

In questo pomeriggio domenicale di prima ora legale, vorrei sentire la vostra voce su due questioni affiorate dai discorsi fatti con Grace e Valy...
Primo sondaggio: Di che cosa siete in attesa? Riflettevo con Grace di come, in diversi momenti della nostra vita, si è spesso in attesa di qualcosa...per lavoro, amore, questioni pratiche sono molte le persone, le cose o gli avvenimenti che spesso si fanno attendere. Voi di cosa siete in attesa? Sbizzarritevi e sfogatevi anche se non ce la fate più ad aspettare...o diteci perchè vi è tanto dolce questa sosta...
Secondo sondaggio: Le cose più strane che pensate vi portino sfortuna... Per indurvi a rispondere a questo sondaggio non vi spiegherò come è nata questa domanda...se sarete solleciti e numerosi a dirci quali sono le vostre più strane superstizioni, vi racconterò quella più bizzarra che ho sentito io...ancora rido...
Popolo del blog, prendi parte alle nostre discussioni...per rimanere in tema, siamo in attesa delle vostre risposte, altrimenti peste vi colga!! : )

"Il discorso del Re" regia di Tom Hooper


Storia di un uomo poco interessante afflitto dai doveri di corte, dalla fedeltà al suo popolo e dalla proverbiale, stradetta, strarappresentata anaffettività dei parenti blasonati ; film educato perbenino, con attori a modo, che mi ha emozionato quanto la mia tazza di tea alla cinque. ( a Colin Firth interpretare questo ruolo viene difficile quanto a me soffiare il naso , guardatelo in film come " Love Actually"). Interessante invece, anche se solo accennato, il rapporto tra chiesa e politica che ieri come allora, in Inghilterra, è così differente dal nostro..il vescovo che deve incoronare Giorgio è ridotto ad una macchietta, quasi un nonnetto rincoglionito...merita una riflessione.






sabato 26 marzo 2011

What are You doing for The rest of Your life

dedicated to all those romantics who can't give them peace..good night

What are you doing the rest of your life?


What are you doing the rest of your life?
North and South and East and West of your life
I have only one request of your life
That you spend it all with me

All the seasons and the times of your days
All the nickels and the dimes of your days
Let the reasons and the rhymes of your days
All begin and end with me

I want to see your face in every kind of light
In the fields of dawn and the forests of the night
And when you stand before the candles on a cake
Oh, let me be the one to hear the silent wish you make

Those tomorrows waiting deep in your eyes
In the world of love that you keep in your eyes
I'll awaken what's asleep in your eyes
It may take a kiss or two

Through all of my life
Summer, Winter, Spring, and Fall of my life
All I ever will recall of my life
Is all of my life with you